giovedì 13 febbraio 2014

Confindustria affossa il piano economico di Enrico Letta, e così Matteo Renzi lo propone come Ministro dell'Economia. E i famosi investitori stranieri?



di Sergio Di Cori Modigliani

L'irresponsabilità non ha età.

Lo spettacolo indecoroso della nostra classe politica ci conferma l'idiozia del razzismo anagrafico, banale argomentazione retorica, identica ai consueti stereotipi di ogni forma di razzismo, di pelle, di etnia, di religione, di censo, di genere, di provenienza territoriale. 
Se i giovani sono come Renzi e Letta, viva i vecchietti, verrebbe da dire.
Esattamente ciò che i vecchi marpioni, consunti e moribondi, vogliono che la gente pensi. Rispetto a questi due, Massimo D'Alema e Giulio Tremonti sembrano due grandi e poderosi statisti.
Grazie a loro siamo finiti sulla prima pagina del Wall Street Journal e non sulla colonna giusta.
Quotidiano finanziario di primaria importanza, questo giornale viene seguito dai grandi investitori ed è sempre un buon termometro per comprendere -quando si parla dell'Italia- che cosa pensano di noi (e quindi di potenziali investimenti sul nostro territorio) le decine di milioni di piccoli investitori che ogni giorno decidono dove spostare i capitali che poi servono alle singole nazioni per finanziarsi e rilanciare l'economia. 
http://online.wsj.com/news/articles/SB10001424052702304434104579380342447105688?mod=WSJEurope_
L'articolo che riferisce sul braccio di ferro tra Renzi e Letta è un classico prodotto del giornalismo anglo-sassone, senza alcuna dietrologia nè commenti dal sapore gossip o le consuete idiozie che si scrivono da noi; riferisce con semplicità allarmante lo stato delle cose: un paese ingovernabile. Tradotto nel pragmatismo business: via tutti.
L'unica vera novità consiste nel fatto che siamo passati dal berlusconismo che intendeva abbattere la vecchia concezione democristo-comunista (gestita da moribondi anziani burocrati) a una nuova forma di democristo-comunismo gestita da moribondi giovani burocrati, con l'aggravante che questa volta Berlusconi, per salvare la pelle e le aziende, fa parte dei compagni di merenda. In pratica siamo ritornati al 1983.
Dal ventennio siamo passati al trentennio.
Il paese è stato sequestrato da quattro democristiani: Letta, Renzi, Franceschini, Alfano, con la benedizione di Napolitano e Berlusconi.
L'aspetto interessante dell'articolo è che a un certo punto fa riferimento a dei sondaggi effettuati in Italia (di cui a noi non parlano) dai quali verrebbe fuori che la maggioranza degli italiani vorrebbero andare a votare subito. Il fatto è che lo squallore dei marpioni è tale (su questo punto sono tutti d'accordo e consapevoli) che temono di essere spazzati via in un colpo secco alle urne. Solo un masochista aspirante suicida potrebbe dar loro credito e, data la crisi, le clientele non sono più in grado di assicurare lavoro sicuro ai raccomandati delle segreterie dei partiti. Se prima ne dovevano piazzare circa 200 o 300mila a elezione (che garantivano circa 5 milioni di voti) e lo facevano con millimetrica regolarità spolpando le risorse pubbliche, oggi non sono in grado di piazzarne più di 50 mila, il che riduce di molto lo spazio per i voti di scambio: vedi l'esempio recente della Sicilia, dove presumo che i grandi boss mafiosi abbiano dato indicazione di astenersi.
Non avendo, nè la destra nè la sinistra nè il centro, nessun tipo di programma economico, nessun tipo di strategia in politica industriale, nessun piano di investimenti, nessuna soluzione pratica su lavoro e occupazione, nessuna idea creativa efficace, e non potendo più contare su impieghi garantiti in regalo, alle urne ci sarebbe un fuggi fuggi generale da entrambe le coalizioni. I voti finirebbero in parte a M5s e in parte a un fortissimo astensionismo. 
Quindi si rimane così, in stallo perpetuo.
Seguiteranno a svendere il patrimonio pubblico a prezzi sempre più bassi per incassare qualche miliardo di euro, ed è il motivo per cui la speculazione finanziaria non si sta accanendo in questo momento sull'Italia: non ne hanno bisogno. 
Con questi qui sono in grado di ottenere ciò che vogliono senza rischiare nulla.
L'allarme di Squinzi nasce dal fatto (e lui conosce i dati veri) che uno strabordante numero di aziende italiane (quelle ancora solide) non appena si affaccia un acquirente straniero, accettano subito l'offerta, incassano l'assegno e se ne vanno in pensione oppure all'estero. Soltanto negli ultimi sei mesi sono state vendute circa 10.000 floride aziende a statunitensi, arabi degli emirati, tedeschi, francesi, russi, cinesi, inglesi, spagnoli. Comprano l'azienda, si tengono il marchio che è già consolidato e alla prima grana italiana (tipo: crediti non saldati, burocrazia troppo lenta, conflittualità sindacale, aumento della tassazione) trasferiscono l'azienda all'estero e quella che rimane in Italia diventa una filiale (quando va bene). Andando avanti così, nel giugno del 2015, l'Italia non potrà più neppure essere definita una potenza industriale; ritornerà ad essere ciò che era nel '700, trecento anni fa, una somma di piccoli potentati identificati in specifici territori geografici, gestiti, posseduti e governati dalle grandi potenze internazionali. Invece dei Borboni e degli Asburgo avremo degli emiri, dei finanzieri russi e inglesi.

E' trascorso un anno dalle ultime elezioni.
Allora, lo slogan ammaliante che Beppe Grillo lanciò in tutte le piazze fu "tutti a casa".
Oggi, sembra essere diventato l'obiettivo minimo di Giorgio Squinzi, il Presidente di Confindustria.
Basterebbe questo per avere un quadro reale della situazione reale.
Richiesto dalla stampa (soprattutto anglo-americana)  un suo commento sul progetto presentato ieri da Enrico Letta ha sentenziato: "L'analisi è buona, la teoria pure. In termini pratici non dice nulla, non risolve nulla, non prospetta nulla". 
Matteo Renzi  propone Letta al dicastero dell'economia. 
Essendo questo un paese di persone rincitrullite dal pantano, nessuno ha posto al sindaco di Firenze la seguente banale domanda: "Ma se lei vuole mandare via Enrico Letta perchè non è stato in grado di fare nulla per i problemi economici del paese, gli propone di gestire il Ministero dell'Economia?". 
Sono quesiti elementari, dettati dal piatto buon senso.

Se gli industriali la pensano come Giorgio Squinzi, ma di che cosa stiamo parlando?

12 commenti:

  1. Lillo, cittadino dell'Universo.13 febbraio 2014 08:27

    Sergio, Sergietto......ma che scrivi!. da donde Ti arriva l'affermazione che i grandi boss siculi hanno dato indicazione di astenersi?. Sei serio e convinto di ciò che sostieni?. Vivo, anzi, onesto è dire che sono sottoposto a SCHIAVITU', in questa che è la sesta città della Sicilia, Gela. Boss, picciotti e FILMS di così "FRODOSA" in-natura appartengono ai gattopardi di lontana e triste memoria. Qui, in questa porta aerei, deposito e covo di spioni del GRANDE SATANA parlare di boss, picciotti e amenità simili offende chi lo pensa, scrive o si ci avvicina a crederlo. « Mi rendo conto che c'è un'enorme confusione sul problema della mafia. I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione. Non si può definire mafioso il piccolo delinquente che arriva e ti impone la taglia sulla tua piccola attività commerciale, questa è roba da piccola criminalità, che credo abiti in tutte le città italiane, in tutte le città europee. Il fenomeno della mafia è molto più tragico ed importante… »
    ("I mafiosi stanno in Parlamento"). Questo pensava e sosteneva l'UMANO Giuseppe Fava pochi giorni prima di essere ucciso. Onore a questo impossibile da obliare cittadino dell'Universo. Miei amati Umani sono molte, troppe le colpe di quanti hanno le vere colpe che da incalliti FALSARI scaricano su una moltitudine di "vittime" da alfabetizzare. In queste latitudini le masse si sono rotte di farsi prendere per il naso. Non credono più a nessuno di questi Kriminali e Parassiti che da sempre li dissanguano e che oggi li spingono a suicidarsi. Solo l'esercito di famigli e RUFFIANI sostiene questi da rieducare al lavoro produttivo MISERABILI!. Baciamo le mani. Lillo, cittadino dell'Universo.

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    1. Più astensione = meno elettori = più controllo sui voti di scambio e meno gente da piazzare. La propaganda all'astensione più grande ora come ora è governativa, hai ragione tu, e Sergio ha colpito nel segno.

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  2. ....e confindustria rappresenta la parte più "moderata" degli industriali, quella che nel corso degli anni o almeno del trentennio passato, si è sempre appiattita sulle posizioni economiche dei vari governi Berlusconi & Co.. Vorrei l'opinione delle PMI o della confartigianato...... Siamo alla frutta, e nel PD c'è una guerra di poltrone tra democristiani che si ripercuote sul governo del far nulla. La sinistra italiana sta andando a cercarsi in Grecia la faccia perduta, in Italia non c'è più un personaggio presentabile. Non sono nemmeno più capaci a tenere insieme i cocci dei loro partiti, figuriamoci il governo. Siamo nelle mani tremanti di demenza senile di un vecchio di quasi novant'anni. Ma un tetto di età per le alte cariche dello stato no? Almeno un test psico-attitudinale! Nel frattempo chi decide per noi? Il peggio della finanza speculativa che giorno per giorno sbrana pezzi di democrazia, di risorse finanziarie, di territorio e di sovranità popolare. Siamo noi cittadini ad essere forse un po' troppo "zen".

    Rasti

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  3. Io non conosco nulla delle altre nazioni ma ho passato diversi anni nella scuola italiana (come studente) e sfido chiunque a non riconoscere che il vero grande problema del nostro paese è proprio lì. Finché continueremo a lasciare che i nostri giovani vengano torturati da una istituzione che è ormai solo un ammortizzatore sociale, anziché formatrice di "Cultura" e civismo, non potremo sperare in niente. Lasciamo i nostri giovani a combattere per un termosifone spento o per un rotolo di carta igienica che non c'è, e li lasciamo scioperare per difendere i "diritti" dei docenti, come se non ne avessero già in abbondanza, e non spieghiamo invece loro che questa "scuola" va distrutta e ricostruita intorno al discente e non intorno al docente. Questa scuola toglie l'anima alle persone e non potremo mai sperare in un futuro migliore se non faremo qualcosa per cambiarla radicalmente.
    Voglio lasciare alla vostra attenzione le parole del giornalista Paolo Barnard:
    "Ce ne sono altri, come la scuola, dove non è assolutamente una questione di Moratti o Gelmini, ma di obbrobrio strutturale dell’istituzione stessa. La scuola è sempre stata, e rimane, una macchina il cui compito primario è distruggere l’autostima della persona entro l’età di 8 anni, per annientarne la futura capacità di essere cittadino attivo, temuta dal Potere. Nell’istruzione superiore essa insegna da sempre contenuti del tutto irrilevanti alle priorità essenziali ed esistenziali dei giovani. In generale, lungo tutto il suo iter essa impartisce due insegnamenti, che saranno poi alla base del congelamento delle coscienze civiche dei futuri cittadini: non avete diritti, siete ricattati. Dall’età di 6 anni fino alla maggiore età l’alunno/a impara soprattutto questo: inutile ribellarsi alle tante plateali storture o follie del regime scolastico, inutile contestare un insegnante o un metodo, non si ottiene nulla, anzi, ci si rimette. Devastante, da tempi immemorabili e ben prima di Berlusconi. Altro che depenalizzazione del falso in bilancio, qui parliamo dei nostri bambini, tutti."
    stefano

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    1. Concordo in pieno, io ne mando a scuola tre di figli e mi ritengo fortunato di avere frequentato le prime classi elementari sperimentali a tempo pieno con i bambini disabili integrati e con più di dieci ore a settimana di materie artistiche quali musica, teatro, disegno e scultura. Ma figuriamoci, una scuola figlia dei sessantottini, moderna ed innovativa che dava spazio alle emozioni........ dov'è finita? Quando arrivammo alle classiche medie i professori ci guardavano come zombie...

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    2. @ (Anonimo13 febbraio 2014 10:59) & (Maryta):
      vi suggerisco questo video, buon divertimento :-)
      http://www.youtube.com/watch?v=K3uXSYQWAwA
      stefano

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  4. Ti rispondo con una norma tratta dal libro di Pino Aprile: "Il potere di una organizzazione sociale umana è tanto più forte, quanto maggiore è la quantità di intelligenza che riesce a distruggere".......Con l'esercizio del potere, l'Homo sapiens sapiens combatte l'aumento dell'intelligenza e la riduce.
    Maryta

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    1. Ovviamente mi riferivo al commento di Stefano.
      Maryta

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  5. Quanto succede in queste ore è l'ennesimo esempio di una faida tra poteri, una lotta tra bande per non perdere il controllo della situazione. Renzi e Letta non sono che i terminali di comitati d'affari, le cui mire pur nella loro apparente diversità sono uguali. Non c'è alcun cambiamento evidente, né rottamazione o idee nuove. E' la solita fuffa fumogena per proteggere i ladri.

    Come sanno anche i sassi, Renzi è cresciuto alla scuola della vecchia dc, proprio come Letta ed Alfano, e tanti altri che cambiano casacca secondo le stagioni. Più camaleonti che gattopardi. I loro interessi non sono quelli della "ggente", ma la difesa del potere viene prima di tutto, il potere in tutte le sue sfaccettature, anche tentacolari come piovra mafiosa.

    Ora assisteremo al solito posizionamento pur di evitare le elezioni subito, sapendo benissimo che gli unici a beneficiare di tale sfacelo sarebbero i 5 Stelle, non inclini alla truffa ed alla frode elettorale. Si votasse a maggio, sarebbe una Caporetto per il pd ed i suoi alleati, pdl compreso, visto che B. è incasinato con i suoi processi. Così l'allegra brigata farà in modo di isolare il Movimento, evitando che il cambio Renzi - Letta avvenga in Parlamento, con un dibattito pubblico e non nelle segrete stanze dei Palazzi romani e delle finanziarie internazionali.

    E' proprio l'Italian Job, ovvero quel comportamento mafioso che il Financial Times ha voluto mettere in prima pagina parlando di "re Giorgio", e dal quale dovremmo prendere le distanze come cittadini responsabili, se abbiamo a cuore la nostra dignità. Sino a quando ci asteniamo, brontoliamo fra amici, e non prendiamo qualche iniziativa di quelle forti, questi comitati riusciranno ancora a strumentalizzarci ed a fregarci secondo la loro regola base: privatizzare gli utili e socializzare le perdite. Così come dimostra l'enorme debito pubblico che ha trasferito ricchezza dalle tasche di molti a quelle di pochi. In barba ai principi di equità sociale, dei quali il pd avrebbe dovuto essere il primo difensore.

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  6. Lo diceva Grillo già parecchio tempo fa: vogliono tempo, ma non vogliono ammettere che per loro è finita. la cosa spiacevole è che ancora una volta saranno gli USA a venire in nostro "soccorso". Spazzeranno via questi traditori e ne piazzeranno degli altri, pronti ad obbedire sempre e comunque. L'Italia sta morendo e chi dovrebbe scuotere le cose non lo sta facendo e non capisco perchè....

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    1. Perchè hanno da guadagnare (e davvero moltissimo) dall'attuale situazione di stallo: tutte le aziende collegate a PD, Lista Monti, Casini e Berlusconi volano in borsa, insieme alle loro banche, mentre perdono quelle legate all'industria mercantile manifatturiera (tipo Tod's, Luxottica, Ferragamo, Prada, Yoox, ecc.). Per i detentori del potere, sta andando tutto nel migliore dei mondi possibili, fanno affari d'oro.

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  7. Io mi convinco sempre più che c'è stata un'accelerazione nel cambio del Presidente del Consiglio (e tra pochi giorni farà seguito il cambio del Presidente della Repubblica), quasi imposta dall'alto, perché Letta e Napolitano non sono stati capaci di far passare in maniera silenziosa il decreto su Bankitalia. Per l'establishment che conta questo è stato un fatto inaccettabile perché il popolo non deve sapere. Una delle critiche rivolte da Renzi a Letta è rappresentata dall'eccessivo ricorso ai decreti legge. Appare evidente che dovevano trovare un altro modo di far passare inosservato il decreto su Bankitalia. Sempre secondo il mio modesto parere, con Renzi si stanno giocando l'ultima carta per eliminare il M5S dalla vita politica del Paese. E' quello che vogliono. Forse ci riusciranno. Tutto dipende dal livello di anticorpi sociali che saremo in grado di produrre. Ma se Renzi dovesse fallire spianerebbe la strada al M5S verso la vittoria finale.

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